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- Un Progetto per Agrigento Convegno dei Verdi sullo sviluppo turistico Dalle parole degli operatori intuizioni e priorità per superare la crisi di Mimmo Ferraro
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Un Progetto per Agrigento Convegno dei Verdi sullo sviluppo turistico Dalle parole degli operatori intuizioni e priorità per superare la crisi di Mimmo Ferraro

Il recente convegno che la Federazione dei Verdi di Agrigento ha organizzato sul Turismo, ha dato inizio ad un cammino virtuoso che vuole porre le basi per coniugare sviluppo e peculiarità del territorio. Naturalmente il Turismo è, a detta di tutti e naturalmente ne conveniamo, una vera occasione di sviluppo del territorio ed i Verdi hanno cominciato quel percorso proprio dal Turismo. Con una struttura semplice, direi classica, invitando cioè le categorie addette, si è tracciato un percorso tendente a capire meglio quali sono le basi perché Agrigento ed il suo territorio si possano definire a vocazione Turistica. A noi pare che bisogna partire proprio dal trovare un’identità alla città e bisogna stare con i piedi ben piantati a terra senza volare troppo alto e senza fare fumo. Il fumo e chi lo vende è stato un lied motiv della serata grazie al gustoso intervento dell’agente di viaggio Carmelo Saltalamacchia. La cosa stupefacente è stata che tutte le categorie, agenti di viaggio, albergatori, guide turistiche, sono state concordi nel dire che bisogna cambiare rotta e subito per trovare con immediatezza la giusta interlocuzione politica per mettere giù un progetto per lo sviluppo turistico di Agrigento. I Verdi, ovviamente hanno offerto questa interlocuzione politica, ben consci che bisogna iniziare da un punto ed anche partire da un Partito come il Sole che Ride può essere un buon inizio. Ma soprattutto siamo completamente d’accordo con le proposte venute dai vari interventi delle categorie. Tutti, infatti, sono stati concordi nella necessità di definire un prodotto Agrigento e commercializzarlo. Naturalmente Agrigento ed il suo territorio hanno peculiarità che non possono avere confronti con modelli di turismo di massa assolutamente poco concorrenziali con località già attrezzate per quel genere di turismo in zone del globo con ben altra competitività. Ora quello che è venuto fuori con forza, è che non c’è letteralmente tempo da perdere, perché ogni mossa sbagliata allargherebbe il gap con chi fa turismo ed in maniera scientifica. Il nostro direttore Calogero Alaimo Di Loro, prendendo spunto da un articolo di Agostino Spataro su Repubblica, ha fatto una lucida analisi supportata dalle cifre che anche loro gridano perché si cambi rotta e subito. Ed allora giù a definire quel prodotto Agrigento che deve arrivare sui banconi delle Agenzie dei Tour Operator di tutto il mondo. Tenendo presente dei nuovi consumatori di “Turismo” , di gente cioè che inizia a viaggiare e che vuol conoscere bellezze peculiari come le nostre. Pensiamo alla Cina. Si fa un gran parlare di questa enorme fetta di umanità che sta diventando una potenza economica oltre che una potenza tout court, dove si sta allargando la fascia dei soggetti cosiddetti benestanti e potenziali consumatori di turismo. Ora se Agrigento non si attrezza fin da subito a fronteggiare le sfide che verranno da questo nuovo assetto del pianeta, credo che non ci sarà una vera speranza di sviluppo. Ed in questa ottica sono venute delle proposte interessanti. Innanzi tutto è opportuno che il territorio sia tutto vocato verso le risorse ambientali e culturali e si smetta di coltivare retaggi industriali che non sono compatibili con uno sviluppo del nostro territorio. Guardiamo con grande interesse alla formazione del Consorzio Turistico Valle dei Templi. Non solo in se, per le finalità cioè che si prefigge, ma anche per come è strutturato con partneriati appropriati e consoni ai nuovi modelli di sviluppo. Non è più pensabile, vale a dire, che solo dalle istituzioni pubbliche vengono idee e finanziamenti, anche i privati devono essere motivati ad investire su progetti ed iniziative per il raggiungimento degli obbiettivi individuati. Sono poi venute molte proposte su iniziative sul territorio da mettere in cantiere e subito. Una ristrutturazione completa della Sagra del Mandorlo in Fiore che così com'è resterebbe non competitiva e poco aggiungerebbe al progetto Agrigento, è davvero auspicabile. Si è detto del parco dell’addolorata che, nato con nobili intendimenti, non può davvero più restare ricettacolo di rifiuti e degrado assoluto. A noi piace aggiungere altre proposte. Non si può più aspettare il piano del Centro Storico di Agrigento. Il convegno ha detto a chiare lettere della assoluta necessità di offrire ai turisti opportunità per soggiornare ad Agrigento e ci pare che un centro storico “restaurato” sia una vera occasione da offrire ai turisti per allungare il loro soggiorno. A questo, se si aggiunge una serie di eventi culturali e di spettacolo necessari per incentivare i soggiorni più lunghi, si può incominciare a parlare di Agrigento città con vera vocazione turistica. A noi piace ricordare, e lo abbiamo sostenuto sin da subito, che un evento come il Blues and Wine di Angelo Castellano può diventare l’evento estivo di richiamo per tutto il nostro territorio. Col tempo potrebbe diventare quello che sono le rappresentazioni Classiche al Teatro Greco di Siracusa, ovviamente solo come richiamo. Un turismo non ciarterrizzato, non di massa vale a dire e non necessariamente di nicchia, ci pare appropriato al nostro territorio e deve avvalersi di tutte quelle perle sparse nei nostri comuni: ricordiamo Naro ed il suo Barocco, per citare il comune forse più ricco di giacimenti culturali. Ma ci sono altre perle sparse nei nostri comuni; e circuiti mirati potrebbero allargare quella offerta di cui si sente la necessità. Ci sono i circuiti enogastronomici da incentivare e di cui qualcuno nel convegno ha parlato. Ci piace concludere queste note ricordando una cosa che ci pare clamorosa: nessuno dei cosiddetti addetti ai lavori ha ritenuto indispensabile la costruzione dell’aeroporto. Tutti hanno parlato di ben altre priorità. Ora mi chiedo: ma dal Presidente Fontana, a tutto il centrodestra a buona parte del centrosinistra che insegue la destra su questo piano, hanno mai fatto una riflessione su questo? Ed ha proposito di centrosinistra trovo che sia stata davvero deprimente la mancata presenza di Rappresentanti dei partiti dell’Unione a confrontarsi su un argomento vero che parla dello sviluppo di Agrigento. È su questo che si costruisce un’alleanza per chiedere il consenso, e no su astratte questioni che ormai non interessano più nessuno.


E' uscito il
numero 5
del Luglio/Agosto 2005



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