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- L’Agricoltura Biologica e l’Altro Consumo    Territorio, due passi per non morire:  “Puntare sulla qualità biologica alla portata di tutte le tasche e promuovere un’offerta organizzata”   Presentato ad Agrigento il  Consorzio  Isola Bio Sicilia
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15/03/2006

L’Agricoltura Biologica e l’Altro Consumo    Territorio, due passi per non morire:  “Puntare sulla qualità biologica alla portata di tutte le tasche e promuovere un’offerta organizzata”   Presentato ad Agrigento il  Consorzio  Isola Bio Sicilia

 

Si è svolto ad Agrigento,  lo scorso 15 marzo presso la sala conferenze del  Dioscuri Bay Palace  Hotel di – (San Leone ) Agrigento, il convegno nazionale su agricoltura biologica e altro consumo. All’iniziativa,  organizzata e promossa e organizzata dal Consorzio Isola Bio Sicilia, di Agrigento, con il patrocinio dell’ORSA ( Osservatorio Regionale Siciliano Ambiente) e la collaborazione  dell’AIAB e dell’Ass. Culturale Humus, ha visto la partecipazione di un foltissimo e qualificato pubblico. Oltre duecento gli iscritti al convegno, tra aziende-bio, professionisti e consumatori. Notevole la presenza di docenti delle università siciliane, di un nutrito numero di studenti università e dell’istituto agrario di Sciacca. L’iniziativa è stata molto apprezzata dal circuito radio televisivo locale, ma soprattutto dalla stampa specializzata,    regionale e nazionale. I lavori del convegno si sono svolti secondo programma ed  il livello dell’attenzione è rimasto alto sino all’ultimo. Sino alle conclusioni appunto che sono state tratte da Andrea Ferrante - presidente nazionale dell’AIAB, la cui lucida analisi ha confermato la necessità di valorizzare in modo straordinario le potenzialità di sviluppo che il biologico in Sicilia presenta.

 E se lo scopo e l’obbiettivo del convegno era quello di dimostrare il peso specifico del biologico in Sicilia, questo obiettivo è stato centrato in pieno. Dall’analisi sviluppata nel corso dei lavori esce fuori una situazione estremamente interessante.

A partire dal contributo che il mondo del  biologico può  assicurare alla cultura dei territori. Incoraggiandone il processo di ricongiungimento culturale al proprio passato ed al proprio vissuto, in una sorte di riconciliazione con la natura e l’ambiente, per come è stato sottolineato da Lorenzo Reina – scultore e Presidente del consorzio Isola Bio Sicilia. Il grande potenziale del biologico siciliano dentro la variabilità ambientale e pedo climatica della Sicilia, il tema trattato dall’Agronomo Calogero Manno - componente del Comitato scientifico del consorzio, mentre il  “progetto isola Bio” , i suoi scopi e i suoi obiettivi è stato illustrato da Aldo Ciccarelli - tra i promotori del consorzio. A Calogero Alaimo Di Loro - presidente del Comitato tecnico scientifico, è toccato il compito di sostenere la necessità di considerare, “nella concretezza delle politiche più che nella enunciazione dei principi”, la centralità dell’azienda bio nell’ambito delle dinamiche dello sviluppo in Sicilia. L’azienda bio, sostiene Alaimo Di Loro, “ottimizza tutti i parametri economici ed ambientali che concorrono a dare il giusto rapporto costi benefici, da luogo ad una offerta che sfugge alla massificazione dei consumi imposta dalla globalizzazione, stimola la propensione verso il consumo di qualità e rafforza l’attivazione di un processo di produzione e di sviluppo, che se ben gestito può assicurare un elevato livello di ricaduta di ricchezza e di risorse su tutto il territorio”.

 Sulla funzione etica dell’agricoltura biologica ha insistito il Prof. Paolo Guarnaccia - presidente AIAB Sicilia. Mentre la D/ssa Paola Trionfi – nutrizionista- ha puntato il dito sulla qualità dei cibi biologici e sull’importanza dell’altro consumo, il mercato prossimale e la ristorazione collettiva.

Di estremo interesse è risultata la presentazione di alcune esperienze di ristorazione collettiva attraverso l’applicazione della normativa sulle mense biologiche in molte regioni italiane. Molti i dati messi in campo dalla Trionfi a sostegno delle sue tesi, uno tra tutti: dei circa un  milione (1.000.000) di pasti biologici che ogni giorno vengono consumati  nel circuito della ristorazione collettiva biologica agevolata,  circa  70% si concentra nel Nord Italia, il  25% nel  centro Italia  e solo il  5%  nel Sud e Isole. Un dato che deve farci riflettere se consideriamo che il grosso delle aziende biologiche italiane è concentrato proprio nel centro sud. Ed  ancora se consideriamo che la Sicilia detiene il primato di regione del biologico, in quanto  ospita il  15% delle aziende bio italiane che rappresentano il 9,4% della SAU siciliana.

Anche sul fronte delle prospettive commerciali si registrano due confortanti esperienze. Ospiti del convewgno  Franco Zecchinato della Cooperativa EL TAMISO  e di Paolo Steccanella, di BRIO. Il primo operatore della filiera corta ed il secondo della distribuzione specializzata. Notevole l’attenzione di in entrambi  verso una tipologia organizzata di offerta, quale l’offerta consortile, sia in termini di Garanzia di qualità che in termini di disponibilità di prodotto. La frammentazione   rappresenta ancora oggi  uno dei  principali punti di debolezza del sistema produttivo siciliano.

Il bilancio della giornata è stato dunque estremamente positivo, la straordinaria partecipazione di pubblico ha dimostrato in modo inequivocabile l’importanza che il settore biologico riveste nell’ambito delle tematiche dello sviluppo territoriale, ed il contributo che questo può dare alla Sicilia.

Secondo un progetto condiviso da tutti basato inequivocabilmente su un nuovo modello di consumo:  responsabile, di qualità e soprattutto alla portata di tutte le massaie.

 

 

 

Le proposte di Isola Bio per il rilancio del biologico in Sicilia

 

-     Sostenere l’idea che le produzioni biologiche possono essere alla portata di tutti e non rappresentano un bene di nicchia, attraverso i programmi di educazione alimentare nelle scuole dell’obblico;

-   Diffondere l’uso dei prodotti biologici  nella ristorazione collettiva attraverso l’approvazione di  una legge speciale,  sull’esempio di altre regioni italiane.

-   Favorire con Sgravi fiscali l’apertura di nuovi  punti vendita e la ristorazione che  utilizza prodotti da  agricoltura  biologica;

-   Prevedere agevolazioni per chi vuole attivare punti vendita di prodotti bio

-   Promuovere, con operazioni di marketing e pubblicità, gli esercizi commerciali che trattano prodotti biologici

-   Prevedere nuovi e consistenti finanziamenti per gli aiuti alle aziende agricole biologiche,  previsti dal PSR.

-   Prevedere una corsia preferenziale per l’accesso ai contributi previsti dai fondi strutturali  (2007 -2013)

-   Prevedere un  finanziamento significativo  per la ricerca applicata;

 

In via transitoria

 

Si propone l’applicazione alle norme  sulla ricetta fitosanitaria, la regolamentazione della vendita dei presidi sanitari  ed i controlli sistematici sui residui chimici nei prodotti . Cosa che in Sicilia può essere fatto subito e aiuterebbe a migliorare  il rapporto tra tecnici agrari ed impresa, tutelerebbe il consumatore dagli eccessi dell’agricoltura convenzionale e favorirebbe la conversione dell’intera SAU siciliana verso il biologico


E' uscito il
numero 5
del Luglio/Agosto 2005



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