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Acquacoltura: l’allevamento dello Yabby

 

Si è tenuta in data 16 dicembre a Realmonte la “2a giornata di studio per l’acquacoltura e l’allevamento intensivo dello yabby”. Tale giornata è il risultato di un vasto progetto che l’Unità Operativa di Siciliana porta avanti da circa un triennio. Si è ancora in una fase sperimentale dimostrativa attuata con la realizzazione di un impianto a ciclo-chiuso, con una superficie coperta di circa 500 mq ed ubicato presso la Soc. AL.GA s.r.l. di Realmente. Siffatto impianto costituisce il primo Centro pilota regionale per l’acquacoltura e l’allevamento intensivo dello yabby diretto dal Dott. Agr. Alfonso Milano della Unità Operativa N° 111 di Siciliana.

In questo secondo incontro, tenutosi ad una distanza di circa un anno dal primo, si è subito ribadita l’importanza dell’acquacoltura in relazione al depauperamento delle risorse marine e all’aumento dei consumi dei prodotti ittici.

Numerosi ed esaustivi sono stati gli interventi. Ha iniziato i lavori i Sindaco di Realmente Dott. Zicari il quale sottolinea i progressi fatti in questi anni di sperimentazione che consentono già di parlare di allevamento intensivo. Un settore da valorizzare anche per i diversi sbocchi occupazionali. L’ Ing. Cimino dell’assessorato Agricoltura e Foreste fa il quadro economico sulle attività di pesca. Sui 100.000 addetti solo 8000 si occupano di acquicoltura quindi uno sviluppo molto scarso. Nonostante alla pesca Siciliana appartiene circa il 40 % della produzione nazionale il settore non decolla. Questo perché rispetto alla pesca nordica quella siciliana si può considerare ancora artigianale. Il fermo biologico si occorre ma deve essere accompagnato da altri strumenti come appunto incentivare l’acquacoltura . In Sicilia l’acquacoltura è poco sviluppata rispetto alle potenzialità. Il fabbisogno di pesci esiste infatti notevoli sono le importazioni. Per ultimo Cimino ricorda che la pesca ha anche una funzione sociale.

Il Dott. Guarasci Dirigente dell’U.O. 111 ha illustrato le reali possibilità dell’indroduzione e diffusione dell’acquacoltura. L’idea di attuare un progetto pilota è nata dalla crescente domanda del pescato, dall’irrazionale sfruttamento delle risorse marine, buona vocazionalità di molte aree della nostra isola e dall’esitenza degli strumenti finanziari. Il progetto pilota oltre all’allevamento dello Yabby prevede l’utilizzazione di altre specie il tutto in collaborazione con diverse Università. Il Dott. Spartò dell’ Assessorato Agricoltura e Foreste fa il punto sull’evoluzione ed importanza che hanno assunto negli anni i Servizi allo Sviluppo. È cambiato il sistema di informazione che non si basa più solo sulle tecniche colturali ma sulla commercializzazione dei prodotti e sugli strumenti finanziari. Lo gamma dei servizi si è allargata, gli interventi dimostrativi vengono cosi affiancati da interventi operativi tramite i POR. I Servizi allo Sviluppo sono inoltre impegnati sulla sicurezza alimentare e sullo sviluppo sostenibile.

Il Dott. Milano responsabile tecnico del centro pilota relaziona sugli aspetti tecnici economici dell’acquacoltura in Sicilia. Le imprese del settore sono circa una decina e le specie più allevate sono la Spigola e l’Orata. Il Dott. Milano sottolinea la riservatezza sui risultati delle ricerche ottenuti dalle aziende è ciò rallenta l’espansione dell’allevamento dei pesci. Nonostante si parli da circa 20 anni e più di acquicoltura il settore non decolla per diversi motivi. Mancano i servizi all’impresa ittica, insufficiente promozione del prodotto, concorrenza estera, molto spesso, non leale perché non vengono rispettati i protocolli europei, eccessiva burocrazia, insufficiente ricerca applicata e personale poco preparato.

La Prof.ssa Paollucci ha illustrato le caratteristiche e la gestione della specie Yabby. L’allevamento dello Yabby è molto diffusa per le sua caratteristiche di rusticità ed inoltre per la sua velocità di crescita. E’ molto prolifico potendo produrre fino a 400 uova ma teme le basse temperature. L’aspetto maggiormente negativo è il loro cannibalismo che limita fortemente la densità di allevamento. Altri problemi quali la riduzione di variabilità genetica e la standardizzazione della dieta possono con la ricerca essere risolti.

La Professoressa ha inoltre indicato gli usi alternativi, ma non per questo da sottovalutare, della specie. Infatti oltre che per alimentazione lo Yabby si potrebbe utilizzare come esca e per l’acquariologia.

Il Prof. Mosconi dell’Università di Bologna ha relazionato sulle patologie dello Yabby che possono portare agli insuccessi degli allevamenti. Sono malattie di carattere soprattutto virale come la Rizhoctonia. Per scongiurare tali eventi è necessario e la quantificazione dei batteri presenti nonché il monitoraggio continuo dei fattori che favoriscono lo sviluppo batterico.

Infine è intervenuta l’amministratrice della Soc. AL.GA che ha evidenziato da una parte le difficoltà di gestione dell’attività, gli errori commessi frutto dell’inesperienza, ma anche l’entusiasmo nel proseguire al fine di trasformare quella che è una attività sperimentale in un’attività commerciale con sufficienti margini di guadagno.


Ogni iniziativa di questo tipo merita attenzione da parte di tutti, perché possono consentire sviluppo economico e sociale. Vanno così ammirati gli imprenditori che rischiano i propri capitali, per attività che potranno per caduta essere intrapresi da altri. Ciò vuole essere anche di sprono per i politici che devono facilitare l’attivazioni e l’affermazione di attività innovative, quali l’acquacoltura.

È opportuno infine ricordare che il progetto prevede la creazione di una sinergia con l’Assessorato Reg.le Cooperazione, Commercio, Pesca e Artigianato a cui è demandato il compito di erogare le risorse finanziare per il settore dell’acquacoltura. Inoltre l’Unità Operativa di Siciliana prevede nel 2004 la realizzazione di corsi di formazione per addetti al settore.

Per maggiori informazioni: Assessorato Agricoltura e Foreste – Unità Operativa n. 111 – SOAT n. 74- Via Cuba 3 Siculiana (AG)
Tel. E fax 0922815199
E-Mail: soat74@regione.sicilia.it

 


E' uscito il
numero 5
del Luglio/Agosto 2005



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