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Laboratorio Sicilia - Al Congresso Regionale degli agronomi

“La Cooperazione allo Sviluppo è la risposta della comunità internazionale alla presa di coscienza delle condizioni di vita difficili e precarie in cui versano i paesi in via di sviluppo” Giovannino Lopez, membro del CNLSD (Comitato nazionale Lotta alla Siccità e alla Desertificazione)

La Cooperazione allo Sviluppo è la risposta della comunità internazionale alla presa di coscienza delle condizioni di vita difficili e precarie in cui versano i paesi in via di sviluppo, e ciò non solo sotto la spinta di un dovere etico di solidarietà ma anche per garantire quelle condizioni di equilibrio socio-economico mondiale necessarie per la convivenza pacifica dei popoli. E’ a seguito di tale concetto, già presente nella Carta della Società delle Nazioni che, dopo il secondo conflitto mondiale, l’ONU ha dato vita alla costituzione di specifiche agenzie tecniche e d’esecuzione per coordinare e canalizzare gli interventi d’aiuto ai PVS (Paesi in Via Di Sviluppo) nei diversi settori socio-economici (PNUD, FAO, IFAD, OMS, UNIDO, UNICEF, BIT etc..). La Cooperazione allo Sviluppo è finanziata da quattro fonti: la multilaterale, che utilizza fondi provenienti dagli apporti contributivi di paesi associati in organismi internazionali (es. NU, CE); la bilaterale che riguarda gli aiuti di un paese donatore destinati ad un PVS ( es. Progetto FAO/ITA di Keita in Niger e Progetto Regionale FAO/ITA "Operazione acacia" in corso di attuazione in sei paesi d'Africa, entrambi importanti progetti di lotta alla desertificazione);quella dei "trans-found" che riguarda paesi che, pur disponendo di risorse finanziarie proprie, affidano l'esecuzione di propri progetti di sviluppo ad agenzie tecniche esterne non disponendo di idonee strutture tecniche interne (es. GABON/FAO); infine quella proveniente da contribuzioni volontarie, da donazioni di enti morali e di volontariato che finanzia per lo più ONG ed anche Enti Locali. Accanto a queste fonti "classiche " di finanziamento vi sono delle forme miste di cofinanziamento con il ricorso contemporaneo alle quattro fonti accennate (es. finanziamenti di interventi di ONG e Enti Locali). Dal 1966 al 1987 l'Italia ha promulgato ben cinque leggi in materia di Cooperazione allo Sviluppo, fra le quali: la n° 38 del 1979, prima legge effettiva sulla CS che riconosce anche il ruolo delle ONG per il reclutamento di volontari e che crea il Dipartimento per la Cooperazione allo Sviluppo; la n° 73 del 1985, FAI - Fondo Aiuti Italia; la n° 49 del 1987 tuttora in vigore, che presenta l'aspetto innovativo della Cooperazione Decentrata nella logica appunto di decentralizzare l'attività coinvolgendo la società civile non solo in Italia ( Enti Locali - Regioni, Province, Comuni - ) ma anche negli stessi PVS, dando vita alla promulgazione di numerose leggi regionali nella materia anche al fine di utilizzare i fondi messi a disposizione dal MAE e creando la Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo in sostituzione del Dipartimento della Legge 38. Va detto che già nel 1989, anche la Commissione della CEE aveva introdotto nella Convenzione di Lomé la Cooperazione decentralizzata con l'obiettivo di associare ai suoi programmi una serie di interlocutori locali sia in Europa che negli stessi PVS nei quali via via andavano peraltro emergendo organizzazioni e poteri locali decentrati che rivendicavano una maggiore partecipazione nella politica di cooperazione. In Italia molte Regioni, soprattutto centro-settentrionali, si sono dotate di specifiche leggi sulla cooperazione coinvolgendo le collettività locali nei rapporti internazionali con collettività dei PVS. La Regione Toscana, ad esempio, con la Legge n° 66 del 1990, ha regolamentato il settore della Cooperazione Decentrata, istituendo presso la Giunta Regionale una specifica Consulta con la rappresentazione di tutti gli "stockerholders". Nel 1991 con la Legge n° 14 ha stanziato contributi a favore di profughi e rifugiati coinvolti in eventi eccezionali come conflitti bellici calamità ambientali ecc. Nel 1994 infine, vengono deliberate le modalità, le procedure ed i criteri per il finanziamento di progetti di Cooperazione allo Sviluppo Decentrata.

 


E' uscito il
numero 5
del Luglio/Agosto 2005



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