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18/02/2005

I verdi di Agrigento difendono la “ricetta fitosanitaria”

Tutelare i consumatori e favorire l’agricoltura di qualità:  le ragioni di una scelta obbligata e strategica  per l’Agricoltura Siciliana

È stato inserito, quasi a sorpresa, un piccolo comma della legge finanziaria regionale siciliana, ( L.R. n° 17 del 28/12/2004, art. 127 della comma 82),  che introduce in Sicilia la ricetta fitosanitaria, che diventa così documento necessario per l’impiego dei prodotti fitosanitari, i coadiuvanti ed i concimi. La norma prevede che la commercializzazione di tali prodotti, sia  consentita esclusivamente previo rilascio di prescrizione da parte di tecnici  agricoli abilitati all’esercizio della professione ed iscritti in apposito elenco, da istituire presso le aziende unità sanitarie locali competenti per territorio.

Tale provvedimento   era stato richiesto, tra l’altro, dalla Federazione Provinciale dei verdi di Agrigento, che nel corso di un incontro con i dottori Agronomi, avevano sostenuto la necessità di  introdurre una norma  in grado di conciliare la delicata questione dell’uso dei prodotti fito-sanitari, con la tutela della salute dei consumatori e la qualità dell’ambiente ed  il rilancio dell’agricoltura siciliana.

Appaiono oltremodo pretestuose, le motivazioni addotte dal deputato regionale di An, Carmelo Incardina, quando nel suo emendamento abrogativo della norma dice che: questa “costituisce  un iniquo balzello che colpisce gli agricoltori già oberati da tanti adempimenti”.

Forse si riferisce ai due euro di tiket , che l’agricoltore dovrà pagare per ogni prestazione, (se la norma verrà recepita per come prospettata  ), ma si è chiesto incardina, dice Lillo Miccichè, di quanti centinaia di euro potrà risparmiare l’agricoltore se una maggiore attenzione all’uoso dei fitofarmaci, imposta dalla norma, gli consentirà di ridurre, se non di eliminare in alcuni casi certi trattamenti . si sa infatti che l’uso irrazionale dei presidi sanitari in agricoltura, danneggia le tasche dei produttori agricoli, avvelena inutilmente i consumatori, aggrava le spese soiali, ci allontana dai mercati , sempre di più attenti alla qualità.

Mentre come tutti possiamo immaginare, l’unico vantaggio, che si traduce in profitti miliardari , e delle case farmaceutiche che hanno tutto l’interesse a mantenere libera la vendita.


 


E' uscito il
numero 5
del Luglio/Agosto 2005



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