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.:: Come conoscere gli alimenti
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.:: Dieta mediterranea
.:: Difesa dell’ambiente
.:: Differenze tra cibi biologici e cibi convenzionali
.:: La disponibilità di cibo

 

 

APPROFONDIMENTI

Alimentazione nei cinque continenti

Per soddisfare i suoi bisogni alimentare, l’uomo deve produrre alimenti ed averli disponibili per il consumo.

Questo rapporto tra uomo produttore e uomo consumatore dipende da vari fattori, tra questi i più importanti sono: il clima, la terra e il lavoro.

Queste relazioni, d’altra parte, si stabiliscono in modo molto differente secondo il tipo di società in cui vive la comunità umana; o, ancora meglio, secondo il modo in cui i vari tipi di società utilizzano la natura per disporre degli alimenti di cui l’uomo ha bisogno.

La forma più primitiva di utilizzazione della natura, da parte dell’uomo, ai fini di soddisfare i suoi bisogni alimentari, è quella che gli consente di sfruttare il suo istinto di animale predatore, a spese della produzione naturale: è l’economia che si basa sulla raccolta e sulla caccia.

In questa condizione, l’uomo raccoglie i vegetali commestibili (raccolta vera e propria) e cattura gli animali di cui ha bisogno per alimentarsi (caccia e pesca).

Diverse centinaia sono le specie animali e vegetali che entrano nei vari regimi alimentari, tuttavia poche di queste specie contribuiscono, in modo veramente rilevante, a soddisfare i bisogni nutritivi della maggior parte dell’umanità; quattro o cinque tipi di graminacee (riso, frumento, mais, sorgo e miglio), qualche feculento (manioca, banane, taro, igname e patate), poche specie animali da allevamento, tra le quali primeggiano i bovini, i suini e il pollame.

Alcuni di questi alimenti trovano la loro area di elezione in ampie regioni geografiche.

Esempi ben conosciuti di questo regionalismo alimentare sono: il frumento per l’Europa e per i Paesi del bacino del Mediterraneo; il riso per l’Estremo Oriente; il mais per l’America centrale e la manioca per l’Africa intertropicale.

Tuttavia, da un punto di vista meno generale, l’alimento tipico di queste regioni geografiche è spesso integrato o sostituito con alimenti non tradizionali, ma non per questo meno caratterizzanti.

In Africa (Tunisia), al frumento come alimento principale, si aggiungono l’orzo, il miglio e il sorgo in alcune zone predesertiche.

Tipico alimento, in Tunisia, è il cuscus (piatto ricco di zuccheri complessi).

In America (Stati Uniti), il mais è l’alimento principale, ma esso trova ampie e frequenti sostituzioni con il frumento, il riso, la manioca e le banane.

In Asia (Cina), l’alimento più comunemente usato nelle diete (corrette alimentazioni) è il riso.

I modelli alimentari nei diversi continenti e quindi le relative diete, si basano sull’uso dei prodotti alimentari più facilmente reperibili nei diversi areali e dipende dal fabbisogno calorico e nutrizionale caratteristico di quella zona, (clima e attività lavorativa prevalente). All’interno di queste grandi regioni geografiche, si distinguono delle tipologie locali, che scaturiscono da motivazioni storico – culturali.

Il fenomeno è particolarmente vistoso nelle zone tropicali, sia per l’apporto esterno di culture e abitudini diffuse dal colonialismo, sia per le rilevanti differenze ecologiche e climatico – botaniche che esistono in tali zone.

Troviamo quindi il riso nei terreni paludosi ma ben soleggiati, sia che le condizioni di acquitrino provengano dalle facili irrigazioni fluviali, come avviene generalmente in Cina, sia che provengano dalle acque fluviali stagnanti (Tunisia).

Sul piano nutrizionale, le varie tipologie non posseggono le stesse attitudini a soddisfare i bisogni dell’organismo e questo dipende dalla differente composizione chimica degli alimenti di base che le costituiscono.

Per esempio, i cereali forniscono per 100 grammi di alimento circa 350 Kcal e tra 8 e 12 grammi di proteine.

Esistono delle ineguaglianze e delle differenze tra i vari paesi.

Le ineguaglianze riguardano la disponibilità dei mezzi di produzione (terra, macchine, fertilizzanti), la distribuzione dei vari beni alimentari e delle risorse economiche per accedere a tali beni e quindi, in definitiva, i livelli di consumo della popolazione, da cui inevitabilmente scaturiscono ineguaglianze nei livelli di soddisfazione dei bisogni nutrizionali.

Le differenze, invece, riguardano le caratteristiche dell’ambiente climatico, quelle agro – podologiche e, molto spesso per conseguenza, la natura di base usata dalla popolazione.

Le differenze alimentari, tra i continenti, riguardano anche i metodi di cottura e le attrezzature utilizzate per il consumo.

Quest’ultime sono rappresentate dalle bacchette tipiche in Cina (Asia), alle classiche posate (forchette, coltelli ed etc.) presenti negli Stati Uniti (America), Italia, Tunisia (Africa).

I metodi di cottura, invece, sono rappresentati dalle fritture più usate negli Stati Uniti (Mc Donald's) e in Italia, dalle cotture a vapore usate, soprattutto, in Cina, e cucina a piatto freddo, o meglio crudo, usata soprattutto in Tunisia.

 

 


E' uscito il
numero 5
del Luglio/Agosto 2005



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