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APPROFONDIMENTI

La desertificazione

La Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo di Rio del 1992,approvando l’Agenda 21, adottò la seguente definizione di desertificazione:“degrado delle terre nelle aree aride, semi-aride e sub-umide secche, attribuibile a varie cause, fra le quali variazioni climatiche ed attività umane”.

In termini più pratici vuol dire la perdita di capacità produttiva dei suoli.

 

La desertificazione costituisce attualmente uno dei più impellenti e gravi problemi che minacciano l’umanità. La desertificazione minaccia, infatti, già oggi la sicurezza alimentare e la sopravvivenza di circa un miliardo di persone nelle aree più povere dei cinque continenti.

 

Le cause dei processi di desertificazione dipendono sia da fattori ambientali che dovuti alle attività dell’uomo:

 

A) condizioni climatiche semi-aride che colpiscono vaste distese, siccità stagionali, grande variabilità del regime pluviometrico e piogge improvvise e molto violente; (cambiamenti climatici)

B) suoli poveri e sensibili all’erosione, soggetti alla formazione di croste superficiali;

D) perdite importanti della copertura forestale dovuti ad incendi;

E) crisi dell’agricoltura tradizionale, caratterizzata dall’abbandono delle terre e dal deterioramento delle strutture di protezione del suolo e dell’acqua. L'emigrazione, la perdita d’identità, la caduta dei valori sono aspetti socio culturali della desertificazione causata dalla scomparsa del sistema di sapere tradizionale.

Nelle società moderne i beni necessari alla sussistenza sono forniti dal commercio mondiale e dalla globalizzazione.Le moderne aree urbane contribuiscono, al processo di desertificazione, in modo diretto e indiretto: direttamente, perché si può dire che la stessa urbanizzazione massiccia è desertificazione a causa della cementificazione di vaste superfici naturali; indirettamente attraverso l'assorbimento e la distruzione, nelle aree di forte concentrazione demografica, di risorse naturali del territorio.

F) sfruttamento non sostenibile delle risorse idriche che provoca gravi danni all’ambiente, compreso l’inquinamento chimico, la salinizzazione e l’esaurimento delle falde idriche;

 

 

Quali soluzioni al problema desertificazione?

 

Per frenare tale processo di degrado ambientale è necessario sviluppare una sensibilità ecologica che ripristini una relazione armonica tra uomo e ambiente, anche attraverso il recupero di conoscenze e tecniche tradizionali.

Occorre incentivare le seguenti azioni:

Conservazione delle risorse naturali, del suolo e delle acque;

Tutela delle coste e delle isole minori;

Riequilibrio e riqualificazione di eco-sistemi e riserve naturali;

Gestione agro-forestale eco-compatibile;

Lotta agli incendi;

Gestione zootecnica eco-compatibile;

Recupero e valorizzazione delle zone interne mediante la gestione integrata del territorio (agricoltura, industria, ambiente, are urbane, ecc.);

Turismo sostenibile;

Impiego dei rifiuti biodegradabili nel compostaggio;

Recupero di aree industriali minerarie.

 

 

Ma come ogni singolo cittadino può dare il suo contributo?

 

Per frenare tale processo di degrado ambientale è necessario sviluppare una sensibilità ecologica che ripristini una relazione armonica tra uomo e ambiente, anche attraverso il recupero di conoscenze e tecniche tradizionali.

1) Preferendo l’acquisto di prodotti che sono stati realizzati utilizzando sistemi di gestione ambientali sostenibili.

Alcuni dati sul fenomeno in Italia

Le zone italiane più interessate dal processo di desertificazione sono soprattutto le isole, grandi e piccole e le coste del Sud: la Sicilia e la Sardegna, le isole Pelage (Lampedusa, Linosa e Lampione), Pantelleria, le Egadi, Ustica e parte delle coste di Puglia, Calabria e Basilicata per un totale di 5 regioni, 13 province per 16.100 chilometri quadrati di territorio pari al 5,35%

Dell’Italia.

La regione dove più alto è il rischio di terre ''aride e desolate'' e' la Sicilia con il 36,6% del suo territorio sensibile alla desertificazione e 5 province (Siracusa, Enna, Ragusa, Trapani e Agrigento). Segue la Puglia con il 18,9% del territorio ed anche una zona non costiera (l' interno del Gargano); la Sardegna con il 10,8%.

La Sicilia, infatti, data la sua particolare conformazione geologica e geo-morfologica, derivante da un gran numero di affioramenti litologici di varia natura, e per la molteplicità dei microclimi riscontrabili, può essere considerata come regione (nel senso geografico ) a rischio desertificazione. In essa sono riscontrabili diversi processi di degradazione dei suoli tipici dell’area del mediterraneo. Tra questi l’erosione idrica, causata dalla aggressività delle piogge, è il più importante.Complici delle brevi e violente perturbazioni tipicamente mediterranee sono la notevole erodibilità dei suoli e le caratteristiche geo-morfologiche con le zone collinari e montane che occupano rispettivamente il 61% e 25% dell’intero territorio regionale.Un altro segnale preoccupante è dato dalla degradazione a causa della salinizzazione dei suoli. Questo aspetto si è fatto evidente in particolare nelle pianure costiere.

 

 


E' uscito il
numero 5
del Luglio/Agosto 2005



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