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.:: Difesa dell’ambiente
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.:: La disponibilità di cibo

 

 

APPROFONDIMENTI

Difesa dell’ambiente

La sapienza che ognuno di noi usa nel sistemare gli spazi interni ed esterni della propria casa, deve essere posta nell’utilizzo del territorio in cui viviamo. Ogni attività, deve essere collocata nello spazio in maniera tale da non intralciare o compromettere, la funzionalità dell’intero sistema.

È un po’ come un puzzle dove un solo elemento fuori posto non permette il completamento dell’opera, o come un’orchestra in cui un solo strumento stonato distorce l’armonia di una sinfonia.

L’uomo di certo deve compiere delle attività per vivere, costruirsi gli insediamenti produttivi e le abitazioni, coltivare il terreno, estrarre materie prime; nel fare questo però deve operare nel rispetto della vocazionalità del territorio.

Il territorio viene diviso cioè in aree distinte, ciascuna in base alla propria attitudine per una particolare attività o destinazione. La destinazione d’uso di un’area deve quindi rispettare la propria potenzialità naturale. Imparare a pensare a manufatti ed opere che per forma, dimensione e collocazione, siano tali da creare il minore impatto sul territorio, equivale a limitare i casi e l’entità del degrado ambientale.

 

Costruire in aree molto fertili è sbagliato queste, infatti, dovrebbero essere destinata all’agricoltura.

L’edificazione richiede sempre l’esportazione di suolo agrario, che comporta la perdita della capacità produttiva del territorio e di difesa dal degrado idrogeologico.

Anche l’utilizzo di aree per scopi agricoli, ricavate dal disboscamento delle superfici forestale, e dal dissodamento dei pascoli naturali, può creare seri problemi. In molte aree e la messa a coltura di terreni non adatti ha dato luogo a fenomeni di erosione, smottamenti e frane.

 

L’importanza del suolo.

 

Il suolo circonda il nostro pianeta come un sottile involucro. È un corpo naturale, caratterizzato da specifiche proprietà fisiche, chimiche, mineralogiche, biologiche, e costituisce, più in generale il mezzo che permette alle piante ed agli animali di vivere e svilupparsi ed all’uomo di svolgere tutte le sue attività. È un elemento vitale ed in continua trasformazione.

Le fasi di formazione e di evoluzione del suolo richiedono tempi molto lunghi, misurabili nell’arco dei secoli. Di contro la scomparsa, sia per cause naturali che antropiche può essere rapida ed a volte improvvisa.

Il suolo rappresenta una risorsa finita e non rinnovabile. Se il suolo viene inquinato, non solo si degrada ma può influenzare gli ecosistemi ad esso collegati con i quali scambia flussi di materia ed energia.

Il suolo è sede di funzioni biotiche e abiotiche. Le prime consentono al suolo di: produrre biomassa, alimenti e fibre; funzionare come filtro ambientale; offrire un idoneo habitat per piante e animali. Le seconde consentono al suolo di: fornire una base fisica per le infrastrutture; costituire una fonte di materiali grezzi.

I suoli vanno dunque protetti e conservati. A tal fine, oltre all’edilizia, un ruolo fondamentale è svolto dall’agricoltura.

Errate pratiche agricole sono molto spesso causa di degrado, come ad esempio le lavorazioni, l’irrigazione con acque non idonee.

 

L’importanza del bosco

 

L’uomo del mondo antico avvertiva che tagliare un albero millenario fosse in qualche modo un atto sacrilego, e per questo era infatti necessario chiedere il permesso agli dei. L’albero entra direttamente nella storia dell’uomo, e a seconda dei miti e degli usi che infonde nelle diverse popolazioni caratterizza le loro culture. Ecco perché Giorgio Celli attribuisce all’albero il valore di miglior amico dell’uomo e dunque dobbiamo loro perlomeno rispetto.

L’uomo però non è di certo il migliore amico degli alberi, infatti la storia della civiltà occidentale è una storia di deforestazione. Lungo il bacino del Mediterraneo lussureggianti foreste rappresentavano un continuum ininterrotto che si estendeva su tutto il continente europeo.

David Attenborough descrive come le province del Nord Africa fossero tra le più ricche in produttività: "Alla fine del I secolo d.C. il Nord Africa produceva cinquecentomila tonnellate di grano l’anno e riforniva l’enorme città di Roma".

Con l’andare del tempo tuttavia l’opera di disboscamento ha provocato una lenta ma inesorabile desertificazione di queste terre. Nei paesi della comunità europea la foresta ricopre oggi poco più del 20 per cento della sua superficie potenziale. Durante i secoli, il dissodamento agricolo, la pastorizia, gli incendi, lo sviluppo delle città, la costruzione di strade, il turismo intensivo e la speculazione edilizia, la "fame" di legno da parte delle popolazioni ecc., hanno determinato, con modi e intensità diverse da zona a zona, la regressione o la trasformazione della foresta originaria.

Ancor più stupore desta l’intenso sfruttamento delle aree naturali avutosi nella nostra bell’isola. Stando infatti, ai racconti di diversi autori, ancor prima della colonizzazione greca, la Sicilia doveva essere ricoperta da vegetazione naturale per una percentuale compresa fra il 50 e l’80 %. Delle immense foreste che nel passato ricoprivano l’Isola, rimangono solo alcune sporadiche testimonianze di querceti caducifoli, faggete e lecceti, che si riscontrano di tanto in tanto alle diverse condizioni ambientali. Notevoli i betulleti dell’Etna e le foreste di platani dell’Anapo e del Cassibile, veri fossili viventi, testimonianze di un passato notevole di cui è importante ricorsi.

Oggi il paesaggio è dominato in prevalenza da una serie di essenze artificiali, introdotti da altri ambienti e che qui hanno trovato un habitat ideale per il loro sviluppo - (tratto da: I Suoli della Sicilia).

Per meglio comprendere i concetti sopra esposti, è opportuno, anche se in breve, fare riferimento a quelle che oggi sono considerate le numerose e insostituibili funzioni svolte dal bosco:

 

1)FUNZIONE PRODUTTIVA O ECONOMICA

Costituzione ex novo di masse legnose da utilizzare, frutti del sottobosco e di prodotti secondari come funghi, tartufi, resine, terriccio, etc.

 

2)FUNZIONE IDROGEOLOGICA

Limitazione dell'erosione del suolo, azione regimante del deflusso idrico, approvvigionamento e conservazione delle falde acquifere e di regimazione dellesorgenti.

 

3)FUNZIONE SOCIALE

Fonte di lavoro e quindi di reddito e benessere per i lavoratori addetti al settore legno.

 

4 )FUNZIONE TURISTICO, RICREATIVA

Utilizzazione per scopi ricreativi, delle sue qualità` paesaggistiche, bontà del microclima e capacità rilassante; fonte di lavoro e di reddito per gli addetti al comparto turistico.

 

5) DIFESA E CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO GENETICO E DELLA SUA VARIABILITA'

Conservazione e protezione dei peculiari popolamenti animali e vegetali.

 

6) PUNTO DI PARTENZA DI MOLTE CATENE TROFICHE

Biocenosi tipiche delle foreste delle diverse aree geografiche ed ecologiche.

 

7) HABITAT SPECIALIZZATO PER PARTICOLARI BIOCENOSI DI ANIMALI E PIANTE.

Ambiente di conservazione per le biocenosi animali e vegetali peculiari dei diversi tipi di foreste.

 

8)CONSERVAZIONE DI ULTIMI RESIDUI LEMBI DI NATURALITA'

Mantenimento degli ultimi ecosistemi forestali tipici delle più disparate aree fitoclimatiche.

 

9)FUNZIONE IGIENICO SANITARIA O AMBIENTALE

Comprende:

a) la regolazione dell'equilibrio O2/CO2, e soprattutto la funzione di-ritenzione esplicata dal legno, dalla lettiera e dal terreno;

b) filtro e abbattimento degli inquinanti gassosi e/o particolati anche da parte di materiale vegetale morto;

c) depurazione biologica con emissione di sostanze battericide o fungicide.

d) assorbimento e diminuzione della radioattività;

e) abbattimento dell'inquinamento acustico

f) depurazione delle acque.

 

10)FUNZIONE DI MONITORAGGIO AMBIENTALE O DI BIOINDICAZIONE DELLA QUALITA' DELL'AMBIENTE

 

Per le sue qualità di filtro degli inquinanti atmosferici, il bosco evidenzia, meglio di qualsiasi sofisticato strumento, le soglie di pericolosità` ed i sinergismi dei vari fattori inquinanti.

Sono tutte funzioni che dimostrano come l'ecosistema bosco sia uno dei pilastri ecologici su cui poggia il Pianeta Terra e che rapidi sconvolgimenti delle condizioni ambientali e gli stress continui, a cui attualmente sono sottoposti, possono provocare una diminuzione del potenziale di autoregolazione del sistema

Questo fenomeno può, a lungo andare, anche sfociare in una destabilizzazione definitiva o in una modifica irreversibile dell'ecosistema.

Tutti siamo responsabili della natura che ci circonda e possiamo fare qualcosa a cominciare dal non causare incendi, e chiamare il servizio antincendio quando vediamo bruciare un albero.

 


E' uscito il
numero 5
del Luglio/Agosto 2005



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