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APPROFONDIMENTI

I Cambiamenti climatici

Quella dei cambiamenti climatici, è una delle problematiche che maggiormente preoccupano gli scienziati ONU. Il clima si sta modificando, ed una delle principali cause è sicuramente da ricercare nel livello delle emissioni di gas ad effetto serra, come l'anidride carbonica, emessa in prevalenza dal settore industriale e dei trasporti.

Le prime manifestazioni dei mutamenti climatici in atto sono già evidenti: "bombe" d'acqua, alluvioni, trombe d'aria, siccità,  si alternano con intensità e frequenza che non hanno riscontro nella storia recente.

L'Italia è fra le aree che presentano maggiori probabilità di venire investite, in modo diretto e pesante, dagli effetti dei mutamenti climatici: siccità al Sud e piogge alluvionali al Nord.

Si valuta che l'aumento di 3 gradi di temperatura entro il 2050 innescherà un'accelerazione del ciclo dell'acqua, che renderà molto più vulnerabili sia l'ambiente sia i sistemi socio-economici. Si delinea una penisola spezzata in due: più frequenti alluvioni sotto l'arco alpino, suoli bruciati dall'aridità nel Sud e nelle Isole. Di fronte a questi scenari allarmanti, cosa si può fare? Quali sono le politiche pubbliche e private da adottare? Per quali ragioni e fallita la Conferenza sul Clima dell'Aia.

Bisogna bloccare i gas che stanno trasformando il nostro pianeta in una gigantesca serra, in cui i raggi del sole penetrano ma non riescono a uscire fuori. Il fallimento della Conferenza sul clima e' una disfatta per il pianeta. Le più grosse responsabilità sono certo delle potenti multinazionali del petrolio e del carbone, i cui interessi, per ora, contrastano con l’obbiettivo di un mondo pulito. La mancata trasformazione di alcuni dei principi generali adottati dalla comunità internazionale, in leggi da rispettare, è spesso dovuto agli interessi di alcuni a mantenere il mondo inquinato.

I cambiamenti climatici, infatti, non sono eventi ineluttabili. Oggi  grazie all'innovazione tecnologica ed al ricorso allle fonti alternative, è possibile combattere l'effetto serra riducendo le emissioni di gas serra, creando al contempo nuove possibilità di sviluppo ed occupazione.

Il fallimento della Conferenza dell'Aia non deve diventare la scappatoia per i paesi occidentali per non rispettare gli impegni già assunti, di riduzione dei gas serra. L'Italia è in forte ritardo: fra il 1990 e il 1998, le emissioni sono aumentate del 6.3 per cento, a fronte di un impegno di riduzione del 6.5 per cento. In pratica, dobbiamo rimontare del 13%. Occorrono interventi drastici per aumentare l'efficienza energetica della nostra economia e sviluppare massicciamente le fonti d’energie rinnovabili.

E' infatti assurdo che proprio l'Italia, paese "del sole" al centro del Mediterraneo, venga battuta da paesi nordici come Germania e Danimarca nell'innovazione tecnologica e nell'applicazione di solare ed eolico. Basti pensare che il mercato dei pannelli fotovoltaici dell'Italia, presenta un fatturato di appena un decimo rispetto a quello tedesco. Il mercato delle fonti alternative in Europa ha già creato 1 milione di posti di lavoro e cresce ogni anno del 40%, al pari del settore della così detta “new-economy”.

Rinunciare ad una strategia appropriata, per conquistare competitività in questo settore, oltre che remare contro all’idea di un mondo pulito come mondo possibile, assume anche il valore di una grave rinuncia a possibilità concrete di sviluppo e occupazione.

 


E' uscito il
numero 5
del Luglio/Agosto 2005



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