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- Da Caccamo potrebbe nascere la razza bovina da carne siciliana uno studio sul territorio ne sostiene la fattibilità
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Da Caccamo potrebbe nascere la razza bovina da carne siciliana uno studio sul territorio ne sostiene la fattibilità

La strada vincente tra storia e modernità di Calogero Alaimo Di Loro

Oggi gli inquinamenti di sistema” dai quali i sistemi produttivi intensivi, difficilmente possono sfuggire, ( orientati come sono a ridurre in modo esasperato i costi economici di produzione), mettono a nudo la precarietà dei prodotti di qualità non adeguatamente certificata, rispetto alla loro sicurezza, soprattutto in campo sanitario ( mucca pazza, influenza aviaria, prodotti semitrasformati per uso industriale etcc.. ). Tutto ciò fa intuire quanto grandi possono essere i margini di manovra delle politiche aziendali orientate nella direzione della qualità e rivolte ad implementare i meccanismi di riduzione della filiera e di recupero del valore aggiunto a favore del territorio di produzione. Una scelta imposta dai tempi, quella di costituirsi in consorzio per garantire e qualificare la propria offerta, una strada che il territorio caccamese ha scelto di percorrere. Una traccia segnata, nel loro caso, da due elementi fondamentali che contraddistinguono l’attuale managment aziendale e che riguardano: l’uso del il latte materno per la nutrizione del vitello, ( mediamente per i primi otto mesi); il ricorso al pascolamento per buona parte dell’anno ( da ottobre a marzo ). Elementi che conferiscono di già alle carni del comprensorio di Caccamo, qualità di elevato pregio organolettico. Ma vi sono altri elementi importanti di questa nuova esperienza. Un aspetto, quello del patrimonio genetico delle razze presenti, le cui ricadute avrebbero riflessi su tutta la zootecnia isolana. Infatti, la base genetica di riferimento delle fattrici sul territorio è costituita da animali meticci genericamente riconducibili ai ceppi autoctoni. Tale tipologia rappresenta circa il 94% della consistenza complessiva. Anche la razza “modicana” in purezza e presente, ma rappresenta solo il 6% dei casi censiti. I riproduttori in atto utilizzati appartengono in prevalenza alle razze “ charolaes” (61%). Ciò che è emerso dallo studio di fattibilità, dal quale il Consorzio Castelcarni Caccamo è nato, ha messo in chiara evidenza un dato notevole: “ Nel corso dell’ultimo ventennio, si è verificato sull’intero territorio, quello che si chiama incrocio di sostituzione della razza Charolleies, sulle fattrici meticcie di base modicana e cinisara. L’attualità presenta una popolazione di buona genealogia, morfologicamente dotata di buona struttura, bene inquadrabile entro un range di variabilità ristretto”. Insomma una buona situazione di partenza che potrebbe far bene sperare, (previo auspicabile programma di miglioramento genetico, qualificato e finalizzato), nella creazione di quella razza bovina da carne che la Sicilia non ha mai avuto e che tanto aiuterebbe invece la zootecnia siciliana ad uscire dall’attuale situazione di isolamento strutturale. Insomma vi sono tutti gli elementi per continuare un percorso di successo, verso la conquista della fiducia dei consumatori, rispetto ad un prodotto garantito in termini di qualità organolettiche, nutrizionali e sanitarie, a partire dal patrimonio genetico, ed al contempo offrire un modello concreto di approccio sostenibile alle problematiche dello sviluppo, improntato sul principio della valorizzazione delle peculiarità territoriali e dei saperi locali, senza peraltro rinunciare ad alcun vantaggio della modernità culturale, come le possibilità della Net-comunity, uno dei pochi aspetti concretamente umanizzanti della globalizzazione. Da qui la scelta di puntare su internet per sostenere l’azione promozionale. Con la creazione del sito www.castelcarnicaccamo.it, già in rete, sarà presto consentito agli utenti-consumatori di ricevere tutte le informazioni riguardo alle attività della filiera carni all’interno del comprensorio, delle aziende e dei regolamenti. Si dovrà, in sostanza, consentire la massima trasparenza a favore di tutti quei consumatori responsabili che con le loro scelte quotidiane, intenderanno tutelare la qualità dei loro consumi e contribuire alle realtà locali di conservare il loro patrimonio di saperi, che è patrimonio di tutti.

 


E' uscito il
numero 5
del Luglio/Agosto 2005



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